Pubblicato il 10 Febbraio 2026

Nel 2026, nonostante un saldo appena positivo, calano gli iscritti per la sezione A: meno ingressi, cancellazioni stabili e giovani sempre meno presenti nell’Albo.

iscritti all'albo

Dopo anni di segnali sempre più evidenti, il numero complessivo degli iscritti resta sostanzialmente invariato rispetto al 2025. Il saldo è positivo solo sulla carta: appena 83 iscritti in più. Un dato che, di fatto, certifica una crescita nulla.

È quanto emerge dal nuovo rapporto del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che fotografa una professione sempre meno attrattiva per le nuove generazioni e con un ricambio generazionale sempre più debole.

Sezione A in calo per la prima volta dal dopoguerra

Un dato significativo riguarda la Sezione A dell’Albo. Per la prima volta dall’immediato dopoguerra si registra una riduzione degli iscritti: 237.445 contro i 237.682 dell’anno precedente.

Il lieve saldo positivo complessivo è infatti interamente dovuto alla crescita degli iscritti alla Sezione B (ingegneri iuniores), che sfiorano i 14.000, rappresentando il 5,5% del totale.

Le nuove iscrizioni diminuiscono progressivamente, mentre le cancellazioni restano stabili. Nel 2026 si contano poco più di 4.400 nuove iscrizioni, a fronte di oltre 8.000 registrate solo due anni prima. Il saldo tra entrate e uscite si avvicina pericolosamente allo zero.

Laurea e iscrizioni: il distacco dall’Esame di Stato

Il fenomeno più critico riguarda il rapporto tra laurea, abilitazione e iscrizione all’Albo.

Nel 2024 hanno conseguito l’abilitazione alla professione 4.229 laureati magistrali, meno della metà rispetto all’anno precedente. Un crollo significativo, che rappresenta appena il 13,6% dei potenziali abilitati.

Ancora più rilevante il dato sulle iscrizioni effettive: solo una parte degli abilitati sceglie poi di iscriversi all’Albo. In termini concreti, si contano circa 6 iscritti ogni 100 laureati magistrali.

Se si osserva l’ultimo quindicennio, il quadro diventa ancora più evidente: su quasi 135.000 abilitati, poco più di 62.000 risultano oggi iscritti.

Un progressivo distacco che pone interrogativi importanti sul ruolo e sull’attrattività dell’Albo nel mercato del lavoro attuale.

Un Albo che invecchia

Il ridotto ingresso di giovani ingegneri ha un effetto diretto sulla struttura anagrafica della categoria.

L’età media degli iscritti alla Sezione A supera ormai i 53 anni (in aumento rispetto al 2025) e circa 4 ingegneri su 10 hanno più di 55 anni. Solo il 20% ha meno di 40 anni, una quota in costante riduzione rispetto a dieci anni fa.

La tendenza riguarda anche la Sezione B, dove l’età media supera i 45 anni.

Lo scarso ricambio generazionale produce così un progressivo invecchiamento dell’Albo: quasi la metà degli iscritti è presente da oltre vent’anni, mentre chi è iscritto da meno di cinque anni rappresenta appena il 13%.

La componente femminile tra crescita e segnali di rallentamento

Tra i pochi segnali di trasformazione emerge l’aumento della componente femminile, che raggiunge il 17,6% del totale degli iscritti. Un trend positivo che tuttavia mostra segnali di rallentamento negli ultimi anni.

Nel confronto con dieci anni fa, la crescita femminile è stata nettamente superiore a quella maschile. Ma anche in questo caso il contributo delle nuove generazioni non è ancora sufficiente a riequilibrare la struttura anagrafica complessiva.

Una fotografia che invita alla riflessione

Il quadro che emerge dal rapporto del Centro Studi CNI è di una lenta e progressiva trasformazione: meno accessi, meno iscrizioni, un saldo vicino allo zero e un Albo sempre più maturo.

Un insieme di dinamiche che solleva interrogativi sul futuro della professione e sulla reale attrattività dell’iscrizione all’Albo per i giovani ingegneri.

Per approfondire dati, analisi territoriali, distribuzione per settore, anzianità di iscrizione e le tabelle dettagliate, consulta e scarica il rapporto completo del Centro Studi CNI.